Le tappe

Spot the plot

Dalle montagne arriva anche acqua dolce, fondamentale per la vita ed una radicale autonomia. Un fazzoletto di terra per una “food forest” integra le possibilità di sperimentare l’autonomia in una accezione più ampia. Ho una propensione istintiva per la montagna. Così mi è sembrato naturale orientare la ricerca su un podere appenninico, con una esposizione adatta alla costruzione da realizzare, con l’accortezza che non si trattasse di nuova edificazione, ma senza i vincoli di recupero e ristrutturazione che avrebbero vanificato la possibilità di scelte “estreme”. E senza la necessità di abbattimenti. Con un occhio alla spesa.
L’esito della ricerca è stato per molti aspetti singolare. E’ nel Comune da cui arriva la famiglia di mio nonno paterno, cosa che ho scoperto solo successivamente. Il podere è stato di proprietà di una donna che si chiamava Viola, il mio colore preferito, mentre il nome del proprietario era lo stesso del mio primo nipote. Qualcuno mi ha accennato a fatti storici oscuri: su questi non ho indagato!

 

RED TAPE

Ancor prima di pensare al progetto bisognava sciogliere due nodi fondamentali: poter ripristinare la strada di accesso al fondo e verificare la possibilità di ricostruire l’edificio collabente in un diverso punto del podere. Un punto che consente un orientamento ottimale dell’edificio ed un panorama assolutamente piacevole.

 

Fatti i sondaggi per verificare l’insediamento, ho individuato il panorama dalla cucina!